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Diritto all’oblio e caso trolling: il diritto alla privacy trionfa

DirittooblioL’ultima vittoria del diritto all’oblio: nel Regno Unito, il colosso di Mountain View rimuove dai propri risultati di ricerca migliaia di post e pagine dai contenuti esplicitamente diffamatori nei confronti di un ex banchiere, tale Daniel Hegglin.

Un vero e proprio “caso trolling” che giustifica l’intervento di Google proprio perchè in presenza di una situazione eccezionale: lasciando per un attimo da parte la prassi che regola la rivendicazione e l’attuazione del diritto all’oblio, Google ha dichiarato che si impegnerà a rimuovere dalle proprie piattaforme tutti i link incriminati.

Il caso di Mr Hegglin, dunque, è stato trattato con una modalità differente rispetto alla procedura di rimozione attuata finora per i casi relativi al diritto all’oblio: il Consiglio di Google, difatti, ha dichiarato la situazione di Mr Hegglin un caso di internet trolling unico sia in termini di volume che di importanza.

Ripercorriamo brevemente le tappe della storia.

  • I legali di Mr Hegglin si rivolgono agli organi di Giustizia del Regno Unito chiedendo che il motore di ricerca, in virtù della recente sentenza della Corte di Giustizia Europea in merito al diritto all’oblio, si adoperi per eliminare dalla propria Serp tutti i contenuti diffamatori e preservare, così, il trattamento dei dati personali del soggetto in questione.
  • Google, quindi, chiede una lista completa con tutti i link da rimuovere per analizzarli e valutarli nel quadro delle procedure stabilite per i casi relativi al diritto all’oblio.
  • I legali di Mr Hegglin si oppongono a tale richiesta ritenedendola impossibile da evadere a causa della quantità spropositata dei contenuti diffamatori e, soprattutto, infondati da eliminare; difatti, seguire la prassi utilizzata normalmente per i casi relativi al diritto all’oblio, richiederebbe tempi e sforzi altrettanto spropositati.

A seguito di tali vicissitudini, si sarebbe dovuto tenere un processo presso la High Court di Londra, ma le parti coinvolte hanno stretto un accordo in base al quale Google si sarebbe impegnato per rimuovere tutti i contenuti diffamatori legati a Mr Hegglin.

Termina, dunque, con un intervento d’eccezione da parte di Google il singolare caso del banchiere inglese che rivendica il proprio diritto all’oblio in virtù di una vera e propria campagna diffamatoria nei suoi confronti.

A seguito di tale evento, il colosso di Mountain View ha però dichiarato che continuerà ad operare secondo le procedure che sono già state stabilite precedentemente in materia di diritto all’oblio.

Fonti estere: link.

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