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Diritto all’oblio compromesso con il nuovo Twitter Index

Diritto all'oblio compromesso con il nuovo Twitter IndexTwitter rischia di minare seriamente il diritto all’oblio riconosciuto pochi mesi fa dalla Corte di Giustizia Europea.
Il timore nasce dalla decisione di inserire all’interno del social network un nuovo motore di ricerca, Twitter Index.

La piattaforma di microblogging, difatti, decide di migliorare le funzionalità di ricerca, oltre che quelle di comunicazione fra gli utenti: il risultato che ne consegue è l’introduzione di un motore di ricerca, il sopracitato Twitter Index, grazie al quale, tramite gli hashtag, sarà possibile risalire a tutti i tweet pubblicati a partire dal 2006, anno di nascita del social network.
E’ chiaro, dunque, che tale novità rappresenterebbe un serio ostacolo alla rivendicazione del diritto all’oblio da parte di ciascun utente.

Sebbene il nuovo Twitter Index permetta al famoso social network di risolvere uno dei suoi più grandi difetti storici, ovvero la difficoltà di risalire ai tweet meno recenti senza impiegare troppo tempo, è impossibile non notare che l’introduzione di tale novità limiterà, o meglio, bandirà la possibilità per tutti gli utenti di reclamare il proprio diritto all’oblio dal momento che tutto quello che si scrive su Twitter  non solo resterà “archiviato” a vita, ma sarà anche facilmente reperibile.

Vediamo, nel dettaglio, perchè la novità introdotta da Twitter minerà il diritto all’oblio di ciascun utente.
Il nuovo Twitter Index permetterà di:

  • generare un file contenente tutta la storia di un account;
  • ricostruire il percorso dei tweet più cliccati legati ad eventi storici, politici o televisivi.

Considerando che, ormai, Twitter è diventato un archivio immenso di fatti e opinioni che crescono in maniera esponenziale di settimana in settimana, appare lecito domandarsi se, a questo punto, con l’introduzione di un Twitter index che mina così profondamente il diritto all’oblio, gli utenti sceglieranno di limitare i loro tweet optando per un tipo di comunicazione meno istintiva e più riflessiva.

 

 

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