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immigrazione e criminalità istat

Le statistiche giudiziarie dell’ISTAT trattano i dati sulle denunce (solo di quelle che hanno dato seguito a un’azione giudiziaria) e sulle condanne trasmessi dal Ministero della Giustizia, distinguendo tra italiani e stranieri, ma a loro volta senza essere in grado di distinguere se la loro presenza in Italia sia regolare o meno. Periodo di riferimento: Anno 2020 | Considerando che costituiscono il 9% della popolazione e' un dato che dovrebbe far riflettere. Ripartite le denunce del 2005 secondo le percentuali proprie di ciascuna fascia e riferite le stesse alle rispettive quote di popolazione, si ricavano i tassi comparativi di criminalità: La differenza tra italiani e stranieri si concentra tra i ventenni e i trentenni, il periodo in cui gli immigrati iniziano a vivere la loro vicenda migratoria e sono soggetti al massimo sforzo per il loro inserimento, mentre dai 40 anni in poi, essendo già avviato il processo di integrazione ed essendo forte il desiderio di inserimento proficuo, gli stranieri hanno un tasso di delinquenza più basso degli stessi cittadini italiani. Salve, ringrazio prima di tutto ringrazio coloro che hanno espresso commenti, sia positivi che negativi. L'Europa servira' a qualcosa o no? Sono quindi gli stranieri irregolari a ingrossare le fila della popolazione carceraria, a dimostrazione che investire in processi di regolarizzazione e integrazione è anche un’azione diretta di contrasto alla criminalità. Attualmente, le principali fonti informative relative alla criminalità sono: I dati del Ministero della Giustizia sulle denunce pervenute alle Procure per l’inizio del procedimento penale (e quindi si tratta solo di una parte di quelle registrate dal Ministero dell’Interno) e sulle condanne penali (elaborati, come precisato, dall’ISTAT), sono un indicatore più attendibile della delittuosità di questo gruppo, ma non consentono di seguirne con tempestività l’andamento e di attuare una distinzione tra i cittadini stranieri autorizzati a insediarsi in Italia (in quanto iscritti in anagrafe, titolari di permesso di soggiorno o di un visto) e gli altri stranieri venuti in esenzione di visto. Seguono due paragrafi che presentano due opposte correnti di pensieri: la prima ravvede negli immigrati un più elevato tasso di criminalità rispetto agli italiani: la seconda (nella quale si inserisce anche questo contributo) ritiene, invece, che ciò non si può sostenere sulla base di una rigorosa interpretazione dei dati. Un delinquente delinque fregandosene di cosa fanno gli altri criminali. 3. Un ottimo contributo per rintuzzare gli attacchi xenofobi contro l’immigrazione nel nostro paese. In Francia si stima che circa un quarto della popolazione è di origine straniera ed un quinto in Germania. Non è poi così logico come sembra. tassi di criminalità e di incarcerazione dei migranti, nei secondi, invece, i processi di ... stranieri nel nostro paese (secondo ISTAT gli stranieri regolari residenti in Italia al 1° ... in tema di immigrazione e L. 18 aprile 2017, n. 48 in tema di sicurezza) sono due PIERO DI GIORGI Inoltre, come è stato più volte sottolineato dal Ministero di Giustizia, il numero delle violenze in Italia si stimano essere almeno il doppio rispetto a quelle denunciate, poiché la maggior parte avvengono in famiglia, e quindi è lecito supporre che la componente % dei cittadini italiani aumenterebbe di gran lunga. I primi due paragrafi riguardano, rispettivamente, l’evoluzione della criminalità nell’Italia del Dopoguerra (caratterizzata da ultimo anche dalla componente straniera) e la presentazione degli archivi specifici dai quali si desumono i dati statistici sulla criminalità. il periodo anni ’70-’90 da te citato è stato oggetto di molteplici studi e gli studiosi di scienza sociali hanno faticato non poco per cercarne le ragioni. Anche il dato che fornisce sugli stupri è parziale e incompleto. ( dal link da Lei riportato https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_14_1.page?facetNode_1=1_5_16&facetNode_2=2_4&contentId=SST165666&previsiousPage=mg ) Non vi è stato questo aumento che invece lei sostiene successivamente, quando afferma che “la sanatoria a fronte di questi milioni di “regolarizzazioni” la percentuale di criminalità straniera in Italia è passata da 1,8 volte superiore alla media a, come detto (e come confermato anche dal grafico pubblicato dallo stesso autore) a 4,1 volte la media”. Nel 1998 è uscita, presso le edizioni Il Mulino di Bologna, la prima edizione del volume Immigrazione e criminalità, scritto dal sociologo Marzio Barbagli, di cui qui di seguito riassumiamo il contenuto. Anche le rapine presentano un trend costante con leggera tendenza alla decrescita. Vengono così ridimensionati i toni eccessivi utilizzati a riguardo della criminalità degli immigrati. Secondo il IV Rapporto di Antigone sugli istituti di pena per minori al 15 novembre 2017 gli immigrati dietro le sbarre per minori sono il 53,5% del totale, più degli italiani in valore assoluto. Le condizioni sociali, economiche e legali (età giovane, povertà, irregolarità) in cui si trovano molti degli stranieri che commettono crimini sono spiegazioni molto più convincenti che non l’appartenenza etnica. («L’immigrazione ha portato davvero a un aumento dei crimini in Italia?») hanno analizzato i dati Istat sulla criminalità riguardanti gli anni dal 2007 al 2016 a livello regionale. Fabrizio Ciocca. Dati chiari e di semplice interpretazione mostrano quindi come il populismo demagogico di una fetta della nostra politica ha raggiunto i suoi scopi. In tante altre occasioni abbiamo accolto le osservazioni, anche critiche, dei lettori, e abbiamo loro risposto, se sono poste in questo modo però ci riserveremo di non pubblicarle. Se si analizza la posizione giuridica dei detenuti in Italia, si scopre un dato che in pochi conoscono: il 70% degli italiani nei penitenziari è stata condannata in maniera definitiva, mentre per gli stranieri questa percentuale scende al 48%. Di conseguenza l’incidenza degli stranieri (residenti, irregolari, di passaggio, turisti) è diminuita di un punto percentuale, attestandosi sul 31,4% sulle denunce totali. Franco Pittau, Luca Di Sciullo e Paolo Iafrate in un altro saggio contenuto nel Dossier affrontano il nesso tra criminalità e immigrazione. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Redazione: Mentre nel passato gli immigrati erano meno delinquenti rispetto agli autoctoni, da una ventina d’anni a questa parte le cose andrebbero ormai diversamente.«In Italia gli immigrati della seconda generazione non esistono ancora e quelli della prima commettono più spesso reati degli autoctoni nelle classi di età più giovani e in misura maggiore nelle regioni centro-settentrionali che in quelle meridionali» (Barbagli 1998: 125). alla criminalità e al fenomeno detentivo degli immigrati in Italia. Citiamo di seguito i dati fino al 2014, un anno in cui gli sbarchi sono stati 170 mila ed è iniziata la fase dei “grandi sbarchi”. Saluti. Un’analisi sociologica seria deve tentare di spiegare le ragioni di un fenomeno statistico (la “percezione” d’insicurezza in aumento in controtendenza al totale dei reati in calo) e non considerare il campione (la popolazione italiana) a livello di bambini ritardati che non capiscono le ragioni dell’aumento del loro primordiale istinto nonostante i reati totali siano in calo. Gli stranieri non sono una categoria etnica, ma un insieme di etnie. I dati sia dei numeri assoluti che dell’incidenza sulla popolazione totale sono in aumento rispetto al 2008, dell’1% in Francia, del 2% in Italia e Regno Unito, del 3% in Germania, senza considerare che tra il 2008 e il 2015 molti stranieri hanno acquisito la cittadinanza. Altre tipologie di reato, come le violazioni della normativa sull’ingresso e il soggiorno, pur di una notevole consistenza numerica, non vengono prese in considerazione [4]. Introduzione Lo studio delle connessioni esistenti tra il fenomeno migratorio e la criminalità ... ISTAT, Caritas . La criminalità di strada coinvolge storicamente persone povere e ai margini della società, per diversi motivi. L'affermazione più eclatante poi, che fa trasparire quanti pregiudizi abbia l'autore verso questo delicato tema, è quella che "non sono gli stranieri regolari ad essere criminali, quindi ma solo quelli irregolari". Altre statistiche, basate su dati piu' reali, offrono risultati profondamente differenti. Se poi qualcuno desidera dimostrare che la componente straniera è del tutto aliena dalla statistica dei reati e quindi sostenere che i reati commessi dagli stranieri siano tutte bufale (l’ho già letto in questo forum) basta si concentri sui reati come la concussione, abuso d’atti d’ufficio, malversazione a danno di privati o concessione fraudolenta o abusiva del credito a privati in cui la componente straniera è zero ed è riuscito a dimostrare che la Terra è piatta. Ci pare inoltre che in molti casi il tuo intento non sia quello di contribuire a una discussione mettendosi in relazione con gli altri, ma quello di innescare polemiche e deligittimare i contributi dei nostri autori, anche se naturalmente sulle tue intenzioni possiamo sbagliarci. L’incidenza delle denunce contro stranieri sul totale di quelle con autori noti (in media del 31,4%, come si è visto) conosce notevoli variazioni: A livello territoriale i valori sono più alti nel Nord-Ovest (42,3%), nel Nord-Est (42,0%) e nel Centro (39,3%) e più bassi nel Sud (15,0%) e nelle Isole (15,5%). "Sono quindi gli stranieri irregolari a ingrossare le fila della popolazione carceraria, a dimostrazione che investire in processi di regolarizzazione e integrazione è anche un’azione diretta di contrasto alla criminalità." Il metodo e' semplice quanto efficace: depenalizziamo tutto cosi' l'Italia risultera' un Paese sicuro e diamo la cittadinanza a chiunque cosi' nessuno si potra' lamentare della eccessiva presenza di immigrati nella societa'. E poi,cosa c'entra l'etnia? Bisogna inoltre tener presente che i delitti con autore noto sono appena un quinto del totale, ma si può ragionevolmente ipotizzare che la ripartizione tra italiani e stranieri sia simile anche per le denunce contro ignoti. Dal 2008 al 2015 non si è registrato in nessuno dei cinque indicatori analizzati un incremento del valore, anzi nella maggior parte dei casi la tendenza è alla decrescita. Tuttavia proprio per questo è necessario affrontarla con cautela ed essere prudenti non solo nei confronti delle posizioni pregiudizialmente a sfavore dei cittadini stranieri ma anche delle interpretazioni comparative che attribuiscono agli stranieri un tasso di criminalità più alto, ritenendo la cosa scontata perché essi incidono per un terzo sulle denunce con autore noto, pur essendo meno del 10% tra i residenti. Il Femminicidio ? Le principali ragioni vennero imputate (non sono io a sostenerlo) (1) ad un notevole aumento demografico di giovani nella fascia di età tra 15 e 25 anni ed è proprio in quella fascia d’età in cui i responsabili sono la maggioranza dei reati contro il patrimonio e (2) al fatto che ci fossero più cose da rubare. sono tra quelli che hanno un impatto maggiore a livello sociale e come costo per la comunità. Disegno di legge su reddito di cittadinanza e pensioni Audizione del Direttore del Dipartimento per la Produzione Statistica dell’Istat Roberto Monducci Data di pubblicazione: 04 febbraio 2019 Che è grazie all’immigrazione che sono diminuiti i reati? buongiorno, Il Riciclaggio ? Data di pubblicazione: 13 maggio 2020. ... Viaggi e vacanze serie interrotte 1998-2013. che compare al 23° posto della classifica. Immigrazione e criminalità, un legame innegabile POLITICA 02-03-2018 La questione dell’immigrazione e della sicurezza è il tema, con quelli economici, più rilevante di questa campagna elettorale che volge al suo epilogo. Le ragioni per cui questo accade possono essere varie e non credo che, in media, i filippini o sikh siano meno poveri di altri stranieri marocchini o tunisini ma a prescindere dalle ragioni, il dato inequivocabile è che questi reati avvengono e trovare una giustificazione non è di conforto per chi li subisce. Ovviamente poi l’analisi proposta non entra nel fenomeno delle organizzazioni criminali che, come ben risaputo, sono radicalizzate nel territorio e guidate da soggetti italiani, che rappresentano la fetta maggiore di tutto il crimine commesso in Italia. Al contrario, gli adulti italiani di 45-64 anni hanno una rilevanza penale ben più ampia rispetto ai coetanei stranieri (22,3% rispetto al 5,3%). Considerando che in Italia si è avuta un'impennata della criminalità contro il patrimonio (furto, rapine, usura ecc per intenderci) in particolare dagli anni 70 con un picco negli anni 90 e, d'altra parte ,che il numero di stranieri negli anni 70 (ANNI IN CUI SI PARLA APPUNTO DI SVOLTA PER L'AUMENTO DEI FURTI) era minimo (100.000 immigrati circa tra cui intellettuali e studenti universitari, e un minimo di lavoratrici nel campo domestico), e invece proprio dagli anni 91-92 si ha quella che nel linguaggio mediatico si definisce "INVASIONE" direi che è piuttosto evidente che l'aumento dei furti NON può dipendere dall'aumento DELL'immigrazione. 3.1 Aspetti generali. Ad avere un’idea di questa massa di stranieri è d’aiuto l’indagine campionaria condotta annualmente dalla Banca d’Italia, secondo la quale l’ingresso annuale di oltre 50 milioni di persone in provenienza dall’estero, in prevalenza turisti destinati a fare almeno un pernottamento in Italia, può fare incorrere nel rischio di devianza. ISTAT (2009), Rapporto ISTAT sull’immigrazione. Il 78% dei cittadini ritiene che la criminalità è aumentata, ma non trova riscontro nei dati a disposizione. Persone che hanno viaggiato (dati trimestrali) ... Inquinamento, criminalità e rumore nella zona in cui si vive. La criminalità degli immigrati: dati, interpretazioni e pregiudizi Ricerca promossa dalle équipe del Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes e dell’Agenzia Redattore Sociale e coordinata da Franco Pittau e Stefano Trasatti Ottobre 2009 La ricerca congiunta (“Dossier Statistico Immigrazione” Caritas/Migrantes e Agenzia per la fascia di età 18-44 anni, tasso di 1,50% per gli italiani e 2,14%/1,89% per gli immigrati (solo 1,89% riferito alla popolazione immigrata stimata da Idos); per la fascia di età 45-64 anni, tasso di 0,65 per gli italiani e 0,50%  per gli immigrati; (solo 0,44% riferito alla popolazione immigrata stimata da Idos); per la fascia di età 65 e più anni, tasso di 0,12 per gli italiani e 0,14% per gli immigrati (solo 0,12% riferito alla popolazione immigrata stimata da Idos). Il modo in cui la criminalità, e le sue supposte correlazioni con l’immigrazione, viene raccontata dai mezzi di informazione è decisivo nel determinare la percezione che del fenomeno ha l’opinione pubblica. Gli autori ricalcolano il tasso di criminalità degli italiani, 1,50%, e degli stranieri di lunga permanenza, che diventa 1,75%. Ovvio che la percezione è frutto di tanti fattori: se io vengo rapinato 3 volte in un anno ho una paura reale (non frutto di esagerazioni o fantasie) che possa riaccadere di nuovo. Da inizio anni novanta il dato è in continua diminuzione, fino a livelli che gli studiosi dubitavano sarebbero mai stati raggiunti. Il terrorismo ? ITALIA. IMMIGRAZIONE E CRIMINALITÀ Una lettura di dati statistici di Francesco Palazzo 1. Ma, andando oltre questo rilievo scontato, si è arrivati a stigmatizzare gli stranieri come delinquenti e a qualificare i nuovi arrivi come una continua fonte di inquinamento. Saluti. È sbagliato vedere la cosa a senso unico, a mio parere. La violenza su minore ? L'indirizzo email non verrà pubblicato. I reati, pur non avendo tutti la stessa gravità, per il fatto che non si possa procedere in pratica a una loro valutazione ponderata (complessa ma teoricamente possibile sulla base delle pene edittali) sono stati presi in considerazione cumulativamente e rapportati alle rispettive popolazioni per calcolarne il tasso di criminalità in percentuale. popolazione e famiglie, istruzione, lavoro), e i progetti di ricerca nazionali e internazionali realizzati dall’Istat anche in collaborazione con altri enti. A tutti questi si aggiungono quelli che, entrati regolarmente in Italia, si sono trattenuti oltre il tempo consentito, come anche quelli che sono entrati irregolarmente, il cui numero è impossibile da quantificare. Quindi questi tassi di criminalità sono stati ripartiti per classi di età, rilevati non dall’archivio delle denunce (dove non è disponibile) ma dall’archivio delle 239.391 condanne del 2004 (delle quali 62.236 riguardanti stranieri), ritenendo sostanzialmente fondata questa trasposizione. Ma questo sembra non volerlo capire. L'autore dell'articolo mostra una certa approssimazione quando dice, commentandolo con suoi personali pregiudizi, che l'italiano in carcere è condannato in via definitiva e gli stranieri invece sarebbero tradotti in carcere soltanto come "misura preventiva, anche se una sentenza rispetto alla loro colpevolezza o innocenza ancora non è stata emessa". Anche se questa rilevazione, ripartita per regione, è disponibile a partire dal 1995, come anno di riferimento per verificare la variazione intervenuta, noi abbiamo scelto il 2007, l’anno prima dello scoppio della grande crisi economica mondiale. Ci sono ad esempio nazionalità con un tasso di criminalità inferiore a quella italiana: nel 2016, ad esempio, 0,05 rumeni su cento sono stati denunciati per reati legati alla droga, contro gli … L’Italia invece ha visto un notevole aumento del numero degli immigrati residenti, con un incremento di 1.770.000 unità. L’usuale associazione tra immigrazione e delinquenza spesso è dovuta, più che a una riflessione sulla materia, a un senso di paura (specie dopo l’aumento degli sbarchi e la difficile ripresa del sistema economico) e, per di più, la sindrome del “capro espiatorio” si diffonde più facilmente tra una popolazione, che è soggetta a un processo di invecchiamento e di diminuzione e assiste a un sensibile aumento della popolazione immigrata. QUANTI CRIMINI COMMETTONO GLI IMMIGRATI IN ITALIA? Evoluzione del fenomeno della criminalità in Italia. Mi sembra che lei faccia un calcolo su tutta la popolazione ‘straniera’ e ‘italiana’ per arrivare a tale proporzione. I dati italiani sono "tipici" di paesi con oltre 60 milioni e caratteristiche socio-demografiche comuni. Ci rendiamo conto che sia difficile percepirlo dal singolo commento, ma così appare a noi avendo un’esperienza di qualche anno e qualche migliaio di commenti. Oppure che in assenza di stranieri i 839.496 reati sarebbero commesi comunque ma solo da italiani? Come si vede, già a questo punto della ricerca, risulta che il tasso di criminalità tra le due popolazioni è differente ma non eccessivamente distante. Della criminalità straniera si conosce il numeratore (il numero delle denunce) ma non il denominatore (la popolazione di riferimento). ________________________________________________________________. Come già accennato nel precedente post (democraticamente i pareri dissenzienti non vengono pubblicati), le tipologie dei reati sono centinaia e lei si è concentrato solo su 5 di questi, mentre le decine di migliaia di altri episodi di microcriminalità, ai fini della “percezione”, proprio in virtù della loro quantità, la popolazione le percepisce in modo differente al calo degli omicidi o ai sequestri di persona. So bene che si può rimanere onesti e non giustifico alcun reato. . Invece, le denunce contro stranieri, aumentando del 45,9% in questo periodo, sono diventate 130.458 e hanno inciso per il 23,7% sul totale delle denunce con autore noto; a sua volta, tra il 2001 e il 2005, la popolazione straniera residente è raddoppiata, passando (da 1.360.049 a 2.670.514 (e a 3.035.000 secondo una stima più complessiva curata da Idos, inclusiva anche dei soggiornanti non ancora registrati come residenti) [8]. Buona giornata! Ad una maggiore diffusione di notizie negli ambiti “emergenza criminale”, “passione criminale”, “cronaca nera” corrisponde una maggiore percezione della criminalità da parte dei cittadini, dice il Rapporto. Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella pagina di policy & privacy. Un aspetto fondamentale, sul quale diversi studi hanno insistito (Banca d’Italia, Lavoce.info, Idos) consiste nel sottolineare che le denunce nei confronti degli stranieri sono aumentate in misura minore rispetto all’aumento della loro presenza, senza che si possa stabilire una correlazione diretta ed equivalente tra i due fattori; tra il 2004 e il 2014 le denunce nei confronti degli italiani sono cresciute del 40,1% e quelle nei confronti degli stranieri del 34,3%, nonostante la popolazione italiana sia risultata in leggera diminuzione e quella straniera più che raddoppiata nello stesso periodo. Faccia un banale calcolo aritmetico e rapporti il numero dei reati commessi dagli italiani con il numero dei cittadini italiani e il numero dei reati commessi dagli stranieri con il numero degli stranieri e scoprirà una cosa che non vuole sentire, che la propensione a delinquere di 100.000 stranieri è in media di 6-7 volte superiore alla media di 100.000 italiani. Buongiorno Daniele, dispiace ricevere commenti di questo genere, che sembrano più interessati a innescare polemiche contro la persona dell'autore e contro la redazione di questo sito piuttosto che integrare o discutere dati e informazioni. Inoltre, gli stranieri sono i naturali protagonisti dei reati legati alla normativa sugli stranieri e allo sforzo di entrare nella legalità (fuga, false generalità, falsi documenti, reati di resistenza all’arresto, oltraggio a pubblico ufficiale, falsità, ecc.) I maschi italiani venivano fermati in totale un po’ più frequentemente dei maschi stranieri (49,7% contro 43%); è nei fermi a piedi che la percentuale degli italiani era un decimo dei fermati a piedi rispetto ai maschi stranieri. c) Relativamente alle violenze sessuali, come già detto nell'articolo "questo indicatore è quello che più degli altri risente di un problema di raccolta dati, perché molte violenze non sono denunciate (spesso perché avvengono all’interno delle mura domestiche), e perché le polizie nazionali non sempre classificano sotto la stessa categoria le violenze sessuali". Quindi nessuna opinione personale, ma un’analisi dei trend, che non analizza un “ periodo temporale limitato” ma ben 8 anni solari Nonostante ciò, la maggioranza degli Italiani ritiene che la criminalità sia aumentata, collegando questo supposto aumento all’aumento degli immigrati nel nostro paese. Inoltre, le espulsioni devono essere attuate attraverso un'agenzia europea deputata a tale scopo. Si tratta ripeto di uno studio effettuato dalle forze dell'ordine per verificare se il pregiudizio (inconsapevole FORSE) e l'allarme sociale incide ulteriormente sulla sovrarappresentazione della criminalità degli stranieri. I.Stat permette agli utenti di ricercare ed estrarre dei dati provenienti dall'ISTAT. Un tale Ali S. dopo una condanna per stupro per riportare la notizia lo hanno chiamato Joseph T. Gentile Daniele, Le ali estreme sono comprensibilmente poco rappresentate: fascia di 15 e i 18 anni (1,1%, ad esclusione dei reati di competenza della giustizia minorile) e anziani (2,4%). Indicatori di immigrazione. I CGM, tra l’altro stipulano convenzioni con le Università per lo svolgimento di tirocini professionali, autorizzano lo svolgi… Intreccio tra immigrazione e criminalità pag. Estrapolando i reati connessi alle infrazioni delle leggi sugli stranieri, il tasso di delinquenza degli immigrati diventa del tutto equiparabile anche nella fascia più giovane di età (18-44 anni). Anche in questo caso, i dati numerici lo smentiscono in modo clamoroso. Dipende molto dalle visioni del mondo che si hanno, ma anche da questioni più pragmatiche: espellere i cittadini stranieri colpevoli di reato è molto complicato, l'alternativa più percorribile è intervenire sulle condizioni che producono irregolarità, come la legge Bossi-Fini, che considera gli stranieri a cui scade il permesso di soggiorno (magari dopo anni di presenza regolare) come clandestini, e finisce per spingere questa parte di popolazione straniera verso una precarietà che non aiuta a risolvere i problemi descritti nell'articolo. Le 35 fattispecie delittuose per le quali vengono forniti o dati disaggregati, coprono il 57,7% delle denunce presentate contro italiani e il 61,6% di quelle sporte contro stranieri. Nonostante condizioni sociali e normative sfavorevoli, il “tasso di criminalità” degli immigrati regolari nel nostro paese è solo leggermente più alto di quello degli italiani (tra l’1,23% e l’1,40%, contro lo 0,75%) e, se si tiene conto della differenza di età, questo tasso è uguale a quello degli italiani. Se avesse letto, invece, le note informative del Ministero della Giustizia che accompagnano e spiegano i dati statistici che il Ministero pubblica, avrebbe saputo che sono definiti "imputati" anche coloro che hanno subito una condanna di primo o secondo grado. La tesi sostenuta in questo libro, seppure ricco di dati e molto argomentato, non è stata ritenuta convincente dal Centro Studi e ricerche Idos, sostanzialmente perché non è disponibile una base attendibile di confronto per calcolare il tasso di criminalità degli stranieri dal momento che, mentre degli italiani è conosciuto il numero dei cittadini residenti (e cioè la totalità della popolazione che possono delinquere), non lo è quello della popolazione straniera. In merito ai dati presentati : Si arriva addirittura a pensare che a immigrare da noi siano in prevalenza delinquenti, così come si diceva degli italiani negli Stati Uniti alla fine dell’Ottocento. Vedi https://www.istat.it/it/immigrati/prodotti-editoriali/criminalit%C3%A0 Immigrazione e crimine nelle province italiane In alcuni fatti di cronaca viene dato una risonanza mediatica maggiore di altri, alcune testate non li evidenziano come in altre (ad es. Immigrati.Stat è il data warehouse che raccoglie e sistematizza le statistiche prodotte dall'Istat sugli immigrati stranieri e i nuovi cittadini al fine di renderle più facilmente fruibili dalle diverse tipologie di utenti interessati (ricercatori, policy makers, giornalisti, cittadini ). Nonostante le cronache riportino spesso tremende storie di violenza sessuale, anche questo indicatore di criminalità presenta in Italia valori più bassi rispetto a Francia, Germania e Regno Unito con 6,5 violenze sessuali ogni 100 mila abitanti nel 2015, e non mostra segni di crescita negli ultimi anni. L’Istat ha realizzato un'infografica sulle vittime della violenza di genere e stalking al tempo del Covid-19. Dopo aver accertato, come già detto, che il codice penale non contempla solo i 5 reati dell’articolo, scoprirà quello che i dati mostrano, ovvero la propensione a delinquere di un campione di 100.000 italiani è meno della metà rispetto ad altri campioni di stranieri. Il già citato Rapporto dell’Osservatorio Europeo sulla sicurezza è molto esplicito in questo senso: “La componente dell’insicurezza derivante dalla rappresentazione della criminalità è un dato strutturale che caratterizza l’informazione televisiva italiana. Se uno Stato africano rifiuta di prendersi indietro un suo cittadino pluricondannato perche' a chiederlo e' l'Italia e' un conto, diverso se si introduce il peso politico ed economico di un Continente con 450 milioni di persone. Per gli stranieri è notevole la concentrazione nella classe di età 18-44 anni (92,5% dei casi), mentre per gli italiani il valore è consistente ma non così elevato (73,7%). Alcuni reati, soprattutto quelli di cosiddetta microcriminalità, sono compiuti soprattutto da stranieri, poiché la condizione di immigrato porta con sé, in alcuni casi, anche quella di giovane e di povero, che sono due fattori socio-demografici collegati alla possibilità che un soggetto compia dei crimini. Salve Claudia, non credo si possa dire che l'articolo non è esaustivo visto che riporta chiaramente anche i dati sulla popolazione carceraria e sulla percentuale di stranieri autori di reati. Nonostante le statistiche ufficiali ci mostrino come in Italia non vi sia stato un aumento degli episodi criminali, né ci si trovi di fronte ad una particolare emergenza sicurezza, la popolazione ritiene che la criminalità in Italia stia crescendo e che ciò sia dovuto alla presenza degli immigrati e all’aumento dei flussi migratori degli ultimi anni. Il Ministero dell’Interno cura l’archivio SDI (Sistema di indagine), costituito presso la Direzione Centrale della Polizia Criminale (a composizione interforze).

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